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Il corso dirigenti

Il corso dirigenti, quello destinato a chi in azienda attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa, è previsto dalla normativa vigente in sicurezza sul lavoro. La sua obbligatorietà è indicata dall’art. 37 del decreto legislativo 81/2008, in cui si dispone che il dirigente riceva “a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro”. Ѐ un obbligo del datore di lavoro, anche, in base all’art. 18 dello stesso decreto e all’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011.

Il corso dirigenti deve avere una durata di 16 ore e i contenuti minimi che deve trattare sono indicati dallo stesso Accordo Stato Regioni. Solitamente questi sono suddivisi in quattro moduli, ognuno dei quali riguarda un ambito particolare: contenuti giuridici-normativi, gestione e organizzazione della sicurezza, individuazione e valutazione dei rischi, comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori. La formazione di questa figura aziendale può essere programmata e deve essere completata nell’arco di dodici mesi, anche secondo delle modalità definite da accordi aziendali, che devono essere adottati dopo aver consultato il Rappresentate dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Alla fine del corso dirigenti sicurezza, che prevede un obbligo di frequenza di almeno il 90 % delle ore, i partecipanti devono essere sottoposti a una prova di verifica obbligatoria. Questa può consistere in un test oppure in un colloquio, in alternativa tra loro. Questo esame serve a verificare se chi ha partecipato a tale programma di formazione abbia realmente acquisito delle conoscenze riguardanti la normativa vigente e le competenze tecnico-professionali necessarie per svolgere il proprio ruolo. L’attestato di frequenza e superamento della prova, contenente alcuni specifici elementi comuni, è poi rilasciato direttamente dagli organizzatori dei corsi.

Per quanto riguarda i contenuti, il primo modulo didattico deve trattare del sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori, degli organi di vigilanza e delle procedure ispettive, dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale, della delega di funzioni, della responsabilità civile e penale, della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di responsabilità giuridica, e dei sistemi di qualificazione e della patente a punti in edilizia. Il secondo modulo, invece, deve vertere sui modelli di organizzazione e gestione, sulla documentazione tecnica amministrativa, sugli obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione, sulla prevenzione incendi, primo soccorso e gestione delle emergenze, sulle funzioni di vigilanza e, sul ruolo dell’RSSP e degli ASSP.

Il terzo modulo deve concentrarsi più sull’individuazione e la valutazione dei rischi, prendendo in considerazione i diversi fattori di rischio, anche quelli collegati allo stress, quelli particolari o quelli interferenziali. Deve poi trattare delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione, degli infortuni mancati, dei dispositivi di protezione individuale e della sorveglianza sanitaria. Infine, il quarto modulo è quello più concentrato sulla comunicazione, di cui devono essere illustrate le tecniche e l’importanza strategica. Inoltre si deve trattare del lavoro di gruppo e delle competenze relazionali.

Visita il sito dedicato ai corsi dirigenti: CorsoDirigenti.eu