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Valutazione rischio elettrico

La presenza di una qualche rischio elettrico in azienda può provocare shock elettrici, ustioni e scottature, incendi, inneschi di esplosioni oppure avviamenti inattesi di parti non elettriche, ma comandate elettricamente. Inoltre, la corrente elettrica può causare gravi danni se attraversa il corpo umano, come alterazioni e lesioni temporanee o permanenti: ad esempio, fibrillazione ventricolare, alterazione dei parametri vitali, difficoltà respiratoria, tetanizzazione, oltre alle già citate ustioni.

Per questo motivo, è opportuno che il datore di lavoro adotti, come d’altra parte previsto dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, tutte le misure idonee a prevenire o quantomeno limitare questo tipo di rischi.

Gli effetti di un rischio elettrico, cioè quello provocato dalla corrente elettrica, dipendono dalla natura della tensione, dalle condizioni fisiche d’isolamento, dal percorso attraverso il corpo, dall’intensità della corrente e dalla persistenza di questa nell’organismo. A sua volta, la resistenza del corpo umano dipende dalla natura del contatto, dalle condizioni ambientali, dal tipo di vestiti che s’indossano, dalla resistenza interna dell’organismo e dallo stato della pelle.

Detto ciò, affinché i lavoratori siano tutelati da eventuali pericoli di natura elettrica, tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature di un’azienda devono essere progettati, realizzati e costruiti a regola d’arte, secondo quanto previsto dalla legge.

Il rischio elettrico può essere corso in azienda da diversi soggetti. A tal proposito, tutti quei lavoratori che svolgono lavori che hanno a che fare con impianti elettrici, fuori tensione o in tensione, devono essere sottoposti di norma ai cosiddetti corsi pes, pav e pei. Il pes non è altro che una persona esperta con un’istruzione, conoscenza ed esperienza tali da essere in grado di analizzare i rischi e di evitare gli eventuali pericoli che l’elettricità può creare. Il pav, invece, è la cosiddetta persona avvertita, avvisata da persone esperte in maniera tale da scansare i rischi che la presenza dell’elettricità sul luogo di lavoro può comportare. Infine, c’è pure il pei, che non è altro che la persona idonea ai lavori sotto tensione.

Solitamente, gli strumenti di sicurezza maggiormente utilizzati per prevenire in azienda questo tipo di rischi sono gli impianti di messa a terra, l’isolamento dell’impianto elettrico, gli interruttori magneto-termici e gli interruttori differenziali. In ogni caso, è sempre bene prendere le dovute precauzioni e verificare periodicamente che le spine elettriche abbiano il marchio di qualità, che i cavi elettrici di alimentazione delle macchine siano integri, che gli interruttori differenziali funzionino quando si pigia il tasto di prova, che le prese elettriche siano in buono stato e che i quadri elettrici abbiano il sistema di chiusura non compromesso. Inoltre, ai fini di garantire un certo livello di sicurezza, è consigliabile far intervenire sempre personale tecnico autorizzato per gli interventi su impianti e macchine a funzionamento elettrico.

Ecco alcuni esempi di valutazione del rischio con riferimento ad ambiti specifici

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