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Valutazione rischio infortunio in itinere

Il rischio infortunio in itinere è quello in cui il lavoratore può imbattersi, percorrendo il tragitto che lo porta a casa al lavoro o viceversa. Ѐ da considerarsi tale, anche, nel caso avvenga durante il tragitto tra due posti di lavoro, se il lavoratore è impegnato in più attività, oppure tra la sede di lavoro e il posto dove si mangiano i pasti, quando non vi sia la mensa. Sono esclusi, invece, i casi in cui vi sia una deviazione di tragitto, dovuta a cause di forza maggiore, per esigenze essenziali e improrogabili, e per quelle legate all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti.

Il rischio infortunio in itinere, inoltre, può verificarsi anche nel caso si utilizzi un mezzo di trasporto privato, ma a condizione che ci sia davvero il bisogno di usarlo. Ciò avviene, ad esempio, quando non ci sono i mezzi pubblici che colleghino l’abitazione del lavoratore al luogo di lavoro o quando gli orari dei servizi pubblici non coincidono con quelli lavorativi. Non possono essere tenuti in considerazione, sempre per quanto riguarda questo genere di rischio e pure a livello di tutela assicurativa, quegli infortuni causati dall’abuso di alcol, di psicofarmaci o dall’uso di stupefacenti, come pure in mancanza della patente di guida.

L’infortunio in itinere, come tutti gli infortuni che avvengono sul posto di lavoro, sono caratterizzati da tre elementi. Ѐ provocato da una causa violenta, cioè da un fattore esterno che agisce con modalità concentrata nel tempo (ad esempio, durante un turno di lavoro); causa una lesione, in poche parole un’alterazione psicofisica (anatomica o funzionale) dell’organismo del lavoratore, provocando inabilità al lavoro temporanea, assoluta, permanente o parziale; infine, è necessario che accada durante un’occasione di lavoro, cioè deve esserci una connessione tra evento lesivo e attività lavorativa (in sostanza, l’evento lesivo deve essere avvenuto per finalità di lavoro).

L’infortunio è provocato da un danno, a sua volta causato dal concretizzarsi di un pericolo. Ad esempio, un’attrezzatura rumorosa può con il tempo causare problemi all’udito. Occorre distinguere il danno dal quasi incidente, cioè da quell’evento che ha solo il potenziale di provocare un danno ma, di fatto, non lo fa. I quasi incidenti sono da attribuire ad anomalie di funzionamento senza conseguenze, comportamenti non corretti, mancanze anche organizzative e altro. Infine, si ricordi che da un danno può derivare pure una malattia. Secondo la norma tecnica UNI 11046 “Statistiche degli infortuni sul lavoro“, la malattia è l’alterazione psicosomatica oggettivamente rilevabile, dipendente dall’azione di uno o più agenti patogeni, correlata a uno o più rischi lavorativi, sufficienti a produrre uno specifico danno. Malattie cui si può andare incontro sul posto di lavoro sono, ad esempio, la silicosi, l’asbestosi, i vari disturbi dorso-lombari da movimentazione manuale dei carichi, lo stress e altro ancora.

Ecco alcuni esempi di valutazione del rischio con riferimento ad ambiti specifici

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