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Valutazione rischio meccanico

Il rischio meccanico, come si evince dalla stessa parola, è quello che deriva dall’utilizzo delle macchine, come le attrezzature intercambiabili, gli elementi di sicurezza, gli accessori di sollevamento, le catene, le funi e le cinghie, oltre che i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica o le quasi macchine, cioè quegli insiemi che costituiscono una quasi macchina, ma che da soli non sono in grado di garantire un’applicazione ben precisa. Il movimento delle macchine può essere fonte di grandi pericoli per i lavoratori di un’azienda. Per questo motivo, il datore di lavoro deve fare in modo di prevenirli ed eliminarli o quantomeno limitarli.

Il rischio meccanico può mettere in pericolo l’incolumità di una persona solo se, ad esempio nel caso di un’azienda, il lavoratore si trova nel raggio d’azione della macchina, cioè quando può essere colpito da una parte in movimento dell’apparecchiatura o da materiali proiettati da essa. Affinché non ci siano degli incidenti, occorre, quindi, che si evitino situazioni del genere. Un modo potrebbe essere quello di segregare le parti in movimento, attraverso l’utilizzo di protezioni fissate alla macchina, che possono essere rimosse solo ricorrendo a degli specifici attrezzi. In ogni caso, per legge, occorre tutelare la sicurezza dei lavoratori.

Per evitare il rischio meccanico, se non è possibile adottare il criterio di segregazione, sarà allora necessario ricorrere a protezioni mobili, che scoprono solo la parte di lavorazione. Queste hanno altre particolari caratteristiche. Prima di tutto, sono autoregolabili o, comunque, agevolmente regolabili da chi li utilizza. Inoltre, consentono l’apertura della protezione solo a macchina ferma, oltre che consentire il funzionamento dell’apparecchiatura dopo il posizionamento corretto delle protezioni. Affinché non si verifichino incidenti è, anche, fondamentale che i dispositivi di comando delle macchine siano situati fuori dalle zone di pericolo, siano chiaramente visibili e, siano collocati in maniera tale da assicurare un’unica, rapida e sicura manovra.

Non solo. In base all’attuale normativa in materia di sicurezza sul lavoro, il datore di lavoro deve ricorrere ad altri tipi di misure idonee, per evitare i rischi e i conseguenti incidenti che possono derivare dall’utilizzo delle macchine. Tutte le apparecchiature, infatti, devono avere un sistema di alimentazione che si dispone in posizione di riposo, quando la macchina si ferma per mancanza di energia elettrica, ma pure uno o più dispositivi di arresto d’emergenza, che arrestino l’apparecchiatura, per l’appunto, nelle situazioni d’emergenza. Di solito questi dispositivi sono di coloro rosso, perché devono essere prontamente identificabili.

Infine, le macchine devono pure riportare tutte quelle indicazioni utili perché possano essere utilizzate nelle massime condizioni di sicurezza. Si tratta, in particolare, della massima portata, della massima velocità d’utilizzo, delle caratteristiche degli utensili da utilizzare e di quelle dei materiali che possono essere lavorati, oltre che della velocità di taglio.

Ecco alcuni esempi di valutazione del rischio con riferimento ad ambiti specifici

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